Odilia Liuzzi – Biography
Odilia Liuzzi nasce nel 1971. Già da piccola rivela una fortissima inclinazione artistica. Comincia a scrivere poesie a 13 anni per quel bisogno naturale di riflessione e introspezione che la porterà ad intraprendere studi umanistici.
Si laurea nel 1995 con una tesi sullo psicologo statunitense Gordon Allport.
Attualmente vive e lavora in Lombardia.
Scrittrice, poetessa, docente di lingua inglese e tecnologia informatica, inizia a conseguire vari premi e riconoscimenti letterari in campo nazionale ed internazionale, offrendo al pubblico recital, presentazioni e concerti di poesia. Espone i suoi lavori fotografici in mostre personali e collettive su Milano, Verona, Rovereto, Trento, Brescia, Lecce, Alessandria, Roma, Padova, Caserta, Napoli, Firenze ed anche all’estero in America, sotto la magistrale direzione artistica dei curatori Roberto Ronca, Elena Ferrari, Paolo Feroce, Ilaria Pergolesi, Noemi Silvera, Maria Grazia Todaro, Claudio Miani, Paolo Vitale, Giovanna Alfeo, Kristina Snajder.
Diventa creatrice e direttrice del Concorso Nazionale di Poesia “Un Battito d’Ali” tra il 2006 e il 2008 nonché Pioniere della Cultura Europea nel 1996 e Operatrice Culturale della Presidenza C.D.A.P.
Lavora per brevi periodi in teatro con gli attori e registi Leo Pantaleo e Federico Passariello jr.
Nel 1998 viene pubblicata e presentata ufficialmente al Palazzo della Cultura di Taranto, la sua prima silloge di poesie “ApPunti d’Ombre” a cura del Critico d’Arte Giovanni Amodio.
Le sue liriche vengono analizzate e lette a studenti e docenti di Scuole Medie ed Istituti Superiori all’interno di Laboratori di Scrittura Creativa e declamate da noti attori italiani nell’ambito di serate d’arte e vernissage poetici. (Paola Gassman, Ugo Pagliai, Rossandra Sossai, Claudio Genga, Massimo Colaci, Adriano Calzolaro, Amelia Quaranta, Alessandro Devita, Imma Naio, Monica Corallo).
Dal 2013 entra a far parte del Coro Lirico Ponchielli in qualità di Soprano primo. Studia ed esegue brani specificatamente operistici, contribuendo a mantenere viva la tradizione operistica Italiana fra il pubblico. Interpreta Verdi, Puccini, Donizetti, Ponchielli, Mascagni, Bellini, Rossini e opere liriche complete tra le quali Nabucco, Lucia di Lammermoor, La Gioconda, La Traviata, L’Elisir D’Amore, La Boheme, Il Trovatore, Norma, La Forza del Destino, rappresentate sia in forma di spettacolo che in forma di concerto sotto l’egregia direzione del M° Patrizia Bernelich.
Attratta dalla magia dell’arte nei suoi più diversi aspetti, si avvicina ben presto al mondo della fotografia dal quale rimane affascinata. Ottiene numerosi consensi di pubblico, partecipando a rassegne d’Arte Contemporanea, collaborando con testate giornalistiche e siti web specializzati nel settore. Più volte viene segnalata all’interno dei più importanti challenge a tema di fotografia digitale a livello Internazionale.
Odilia Liuzzi, con le sue opere di immensa suggestione, sintetizza perfettamente il senso del suo fotografare, essere sintesi tra la via di Parmenide, estraendo la Percezione dal Divenire e la via di Eraclito, centrata sul mutamento, il flusso eterno del vivere e morire. Esplora la complessità del Mondo, con le sue innumerevoli contraddizioni, la sua ebbrezza dionisiaca e lo stupore tragico dinanzi all’Esistere. I suoi scatti esplorano curiosi ogni soggetto, identificando particolari ignoti allo sguardo distratto. Con le sue immagini graffiate e le sue continue ricerche sperimentali cromatiche fonde le diverse antinomie del Quotidiano in una sintesi più ampia che evidenzia il Divino, presente ovunque. Colori acidi, psichedelici, improvvise illuminazioni, bisturi per incidere la forma e scoprire ciò che essa nasconde. Un viaggio nell’anima, dentro lo spirito, un percorso emotivo e psicologico attraverso il quale il colore e i soggetti diventano fonte d’ispirazione, necessità di identificare la forza e lo spessore del vivere. Di contro i suoi scatti in bianco e nero sono frutto di ricerche più introspettive, per sondare l’insondabile della psiche umana e generare nel lettore quasi un “pathos artistico”, un senso di sospensione apocalittica e surreale. E’ dunque una ricerca dell’Essere da cui ogni cosa viene e sarà destinata a ritornare. La medesima ricerca che insegue con i suoi versi poetici.
Odilia Liuzzi così rifiuta di porre steccati tra le diverse forme d’Arte e rende l’Uomo misura di ogni cosa.
