roi . .
Giugno 2008

(benoit paille © photography)
un giorno troverò l’assoluto
la corolla di istanti che mi adornerà il respiro
cingermi potrò delle stagioni al tramonto
quando su petali di incenso
tu sarai sovrano..

(benoit paille © photography)
un giorno troverò l’assoluto
la corolla di istanti che mi adornerà il respiro
cingermi potrò delle stagioni al tramonto
quando su petali di incenso
tu sarai sovrano..

(bartlomiej © photography)
nevicano stagioni come sorsi di luna avvelenati
quest’odio, questo rancore distruggono l’anima
disintegrano barlumi di senso che fluttuano nella coscienza
perdere, vincere
con deboli passi affretto il cammino
in questo crepuscolo buio
dove l’aria si confonde in ritorni
e sigilli di urla smaterializzano il tempo
cosa sta accadendo..
tu che costruisci un castello di pianti
sfondate le mura mi abbatti
come pietra esplosa in battaglia
che se io potessi morirei all’istante
capsula di pensieri e stillicidio di ombre
e suoni e luci a svirgolare il cielo
un cielo terso e algido come il freddo
che mi strangola il respiro
la porta sbattuta disorienta la notte
gocce di assenzio sul cuscino come siringhe di miele
che ti spalmo, iraconda, sugli sputi gettati
e tu non sei che un vile barbaro e incoerente
l’onda capovolta in un oceano cobalto
di coincidenze e ritardi
descrivo l’attimo baluginato dal vespro
dagli anni che mi volteggiano attorno
persino la primavera adesso è un lungo inverno
un’esile terra oscurata dal sole
mi lasci.. ti lascio..
mi lascio cadere come foglia dal ramo
su questa spiaggia di rabbia
su questo universo in dolore
mi dissolvo come la sera fin dentro l’aurora..
si impicca e sanguina
il ricordo di te

(wxnut/Doug photography)
devo scrivere del silenzio che mi ruota intorno
delle luci che scorrono veloci
giù per l’abisso dei suoni
e vuoti lancinanti e digiuni d’anima
in questo momento del tempo
che trascorre come nube nel cielo
ora che ti guardo e sorrido al mondo..
(ma gli occhi piangono)
e lacrime di seta, sul bordo delle guance
accolgono un dolore..
la musica che strazia il respiro
la gente che parla
il caos
le voci
le strade bagnate
- ed io e tu -
lontani di anni
di attimi
di parole scritte, sussurrate
nell’infinito
nel frastuono
nell’ombra oscura
del nostro triste passo

(photo by fredurbans)

(photo by tonx)
ho paura
temo queste viscere che si distorcono
che mi gridano tra suoni e silenzi
non riesco ad aprire gli occhi
non riesco a guardare oltre il cielo
sento la vita scoppiarmi dentro
e tutto il resto morire come di lenta morte
come di lento dolore
se piango è per te soltanto
mentre il sole mi accarezza le ciglia stanche
e le vene pulsano
e quest’anima soffre come lo spirito all’inferno
tra fuochi di pioggia e urla di dio
trattengo il respiro, ingoio la polvere del mondo
e non ti dico..
mi nascondo, stella deforme di sfumata luce
come se tu potessi lo stesso leggermi dentro
come se tu potessi sentire le ossa che si stanno spezzando
il mio volto che implode di pianti
le tue mani..
le tue mani fatte di mattini che ho perso
e notti come sere e sere come notti
chiudimi i polsi sul tuo cuore così non potrò più soffrire
non potrò più star male..
chè solo il tempo potrà ridarmi quiete e pace
e sonno eterno
su questa spiaggia grigia
le mie poesie.. le ultime..
come gli ultimi fiati e le gocce che cadono
disegnando il tuo nome
la tua bocca che vorrei aprire e dire pensieri..
parole di aurora
mentre l’alba mi distrugge tutto
mi distrugge il cuore
fin dentro l’abisso dove tu non sei..
dove non sei che luce scolpita di diamanti
mentre ti stringo l’anima
e ti amo..

(photo by denise collette)
allungherò ad uno ad uno i giorni
come tentacoli di questo assurdo amore
sgretolerò la pioggia per farne marea
scaverò un respiro
nel tuo bianco tempio

sento queste schegge di piano distruggermi l’anima
non penso a nulla
non voglio pensare
non saprei cosa..
non saprei..
ma di questo vuoto, di quest’ansia infinita
ho bisogno di dirti, di scriverti, come un folle
su tetti d’alabastro
e mani che vorrei congiungere agli occhi
con la forza che non ho più di stringerti
con la musica che mi spezza il fiato
e corolle di fiori, castelli di baci
e la notte digiuna schienata dal dolore..
ti cerco dove so di non trovarti
confuso tra le risa degli altri che non sanno
non sanno nulla di noi..
ed io, anfratto di luce, piango
senza conforto alcuno.. tra labbra di marea
aspettando che il vespro m’incateni al vento
- in un ultimo istante -
lontana
da te..

